“Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”.
È una frase celebre, attribuita ad Ippocrate, che ben spiega quanta importanza, già nell’antichità, venisse attribuita ad una sana alimentazione. Del resto tutto ciò che mangiamo si trasforma non solo in energia per corpo e mente ma anche in “residuo”.
Del resto noi assorbiamo tutto ciò che passa per il nostro stomaco e il nostro intestino. Da qui ben si comprende la profondissima interazione che i cibi in genere abbiano con le nostre cellule.
Alimentazione e stile di vita attivo sono da sempre considerati due pilastri indispensabili al mantenimento della nostra salute e quindi parte integrante del tema “prevenzione”, ma lo diventano ancor di più quando si scopre di essere affetti da tumore o quando si sta affrontando un percorsa di cura.
Il rapporto con il cibo
Quando si affronta un tumore al seno, o lo si è già superato, il rapporto con il cibo cambia: mangiare non è più solo un’abitudine quotidiana, ma diventare uno strumento in più per prendersi cura di sé e fornire al corpo strumenti utili per guarire o affrontare la malattia. Le ricerche degli ultimi decenni indicano, infatti, che l’alimentazione abbinata al movimento incidono sull’equilibrio ormonale e sui livelli di insulina, due fattori spesso incentivanti lo sviluppo della malattia e il rischio di recidiva.
Cosa ci dice la scienza
Alti livelli di ormoni sessuali (androgeni ed estrogeni), di insulina e IGF-1 favoriscono lo sviluppo e la proliferazione delle cellule tumorali, mentre una dieta povera di zuccheri raffinati e grassi saturi, unita ad attività fisica regolare, anche leggera, aiuta a mantenerle sotto controllo e sviluppa un effetto protettivo indispensabile anche per chi ha già sviluppato/superato la malattia (Fonte: Andos Nazionale, “Tumore al seno e alimentazione, le regole per impostarla correttamente”).
Lo confermano numerosi studi: la ricerca europea EPIC, analizzando e seguendo per oltre vent’anni le abitudini alimentari di centinaia di migliaia di cittadini europei, ha dedotto che anche solo mezz’ora di camminata a passo sostenuto al giorno contribuisce efficacemente a ridurre il rischio di tumore alla mammella, ma anche di tumore al colon-retto e all’utero (Fonte: AIRC, studio EPIC). L’alcol, invece, è un fattore di rischio riconosciuto per cinque tipi di tumore, incluso quello al seno, ed è quindi consigliabile limitarlo o evitarlo. Non servono rinunce drastiche, ma scelte consapevoli ispirate alla dieta mediterranea:
Che cibi portare in tavola?
Le regole da seguire per prevenire il rischio di tumore e supportare il nostro corpo sono semplici, come i cibi da portare a tavola.
Evitare i cibi ultra processati (merendine industriali, bibite gassate e zuccherate, pasti pronti,…) è già una prima buona abitudine da inserire nella nostra dieta quotidiana.
Un’altra suggerimento che arriva dai medici è di prediligere cereali integrali, legumi, verdura e frutta di stagione, pesce azzurro, olio extravergine d’oliva.
Sono invece da limitare il più possibile, invece, gli zuccheri semplici, le farine raffinate (00), le bevande zuccherate ricche di coloranti e conservanti, l’abuso di carni rosse o di insaccati, lol consumo eccessivo di formaggi e latticini, così come gli alcolici.
Il cibo è un alleato reale nella prevenzione e nel percorso di cura: un filo conduttore che lega le nostre attività quotidiane a iniziative come Ottobre Rosa, per dare a ogni donna e a tutta la comunità gli strumenti concreti per prendersi cura di sé.
Per approfondire, consigliamo l’articolo completo di Andos Nazionale su questo tema (LINK ALL’ARTICOLO)
